Author Archives: Marina Pavido

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NOBADI

Nobadi, terza regia dell’attore Karl Markovics, ha tutto il sapore di una storia senza tempo, di una storia universale, pregna di un forte simbolismo e all’interno della quale i due bravi protagonisti sono costretti inevitabilmente a fare i conti con loro stessi e con i loro difficili vissuti. Il tutto per un lavoro di straordinaria maturità artistica.

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HANS HURCH – UNA VITA PER IL CINEMA

A breve prenderà il via la tanto attesa Viennale 2019, al giorno d’oggi il festival cinematografico non competitivo più importante di tutta l’Austria. E se, oggi come oggi, la città di Vienna può vantare il prestigio di questo piccolo grande festival tanto amato da tutti i viennesi (e non solo) il merito è anche di Hans Hurch, storico direttore artistico, che ha ricoperto la sua carica dal 1997 fino alla sua improvvisa scomparsa, nel 2017. Ma chi era, di fatto, Hans Hurch?

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VIENNESE GIRLS

Nel corale Viennese Girls, il regista, pittore e fotografo Kurt Steinwendner – talmente affascinato dal nostro Neorealismo da ispirarsi in tutto e per tutto a esso – traccia un affresco di una Vienna che a fatica si sta risollevando dalla Seconda Guerra Mondiale, all’interno della quale ciò che sembra più difficile è riuscire ad arrivare a fine mese, per una precarietà del lavoro che si unisce tristemente alle disumane condizioni dei lavoratori stessi.

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AMOUR

In Amour di Michael Haneke (Palma d’Oro al Festival di Cannes 2012, nonché Premio Oscar al Miglior Film Straniero nel 2013), non c’è posto per lunghe riflessioni su cosa sia diventato l’essere umano oggi. Non c’è posto per i tormenti interiori di talentuose pianiste, per famiglie alla deriva o per giovani delinquenti con i guanti bianchi che irrompono nelle case delle persone agiate. Adesso è tempo di concentrarsi su uno dei sentimenti più complessi, nella sua accezione più pura.

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PAROLE E IMMAGINI – IL CINEMA AUSTRIACO DEGLI ANNI VENTI

Ancora oggi non accade di rado che, nel realizzare un prodotto cinematografico, si attinga a piene mani da un testo letterario. E se tale pratica è sempre stata assai frequente nelle cinematografie di tutti i paesi, bisogna riconoscere che in Austria la fusione tra parole e immagini era, sin dalle origini del cinema austriaco, quasi la regola. Ma per comprendere al meglio tale fenomeno, occorre fare qualche salto indietro nel tempo.

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REGGIE NALDER – TRA MITO E MISTERO

Entrato di diritto a far parte dell’immaginario collettivo, paragonato a interpreti come Klaus Kinski o Udo Kier, non ha mai voluto rivelare molto della sua vita, l’attore austriaco Reggie Nalder. Se, infatti, il suo volto è rimasto impresso nella memoria collettiva, la vita di questo versatile interprete è sempre stata avvolta in un’aura di mistero. Ma chi era, di fatto, il mitico Reggie Nalder?

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COME SWEET DEATH

Con una buona dose di ironia e altrettanta di polemica nei confronti del servizio sanitario nazionale (e non solo), Come sweet Death di Wolfgang Murnberger vede nel suo protagonista – impersonato dal comico Josef Hader – una sorta di eroe involontario, un uomo apparentemente stanco della vita, che altro non fa che darsi all’alcool e al fumo, al fine di dimenticare la propria solitudine. Il regista, dal canto suo, non esita a calcare la mano nel mostrarci il peggio della società senza risparmiarci proprio nulla.

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THE VAIN HOUSEMAID

Se il primo film austriaco della storia – Von Stufe zu Stufe di Heinz Hanus – risale proprio al 1908, bisogna dire che, già da un paio d’anni, esisteva in Austria una casa di produzione, la Saturn-Film, fondata dal fotografo Johann Schwarzer e specializzata esclusivamente nella produzione di cortometraggi a carattere erotico. Dei lavori qui prodotti fa parte l presente The vain Housemaid.

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DIE VERWUNDBAREN

Die Verwundbaren – film scandalo più unico che raro nella storia del cinema austriaco – è l’unica esperienza da regista del pittore, scenografo e costumista Leo Tichat, da sempre affascinato dalla Nouvelle Vague, al punto da voler realizzare un lungometraggio che si rifacesse in tutto e per tutto ai canoni della rivoluzionaria corrente cinematografica francese.

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IRIS

Se già Baroque Statues – primo cortometraggio della pittrice austriaca Maria Lassnig – si era rivelato un prodotto particolarmente valido, Iris, il suo lavoro successivo, realizzato nel 1971, si classifica come naturale completamento della precedente opera, nonché perfetta summa della poetica stessa dell’artista.