Author Archives: Marina Pavido

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IL COLORE NELLE PELLICOLE DEL MUTO

In molti avranno notato come, in alcune opere cinematografiche del muto, capiti sovente che la pellicola assuma determinate gradazioni di colore. Ciò accadeva, sia in Francia come negli Stati Uniti, già dai primi anni del Novecento, ossia appena pochi anni dopo la nascita stessa del cinematografo. E in Austria, invece?

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LOUISE KOLM-FLECK – INSTANCABILE PIONIERA

Dopo la francese Alice Guy-Blanché, la seconda regista donna nella storia della settima arte – anch’ella figura assai di rilievo – è stata proprio un’austriaca. Stiamo parlando di Louise Kolm-Fleck, la quale, a suo tempo, ha contribuito a far sì che l’Austria stessa iniziasse ad avere una propria identità anche all’interno del panorama cinematografico di tutto il mondo.

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IN THE BAZAAR OF SEXES

In the Bazaar of Sexes, secondo documentario della regista austro-iraniana Sudabeh Mortezai (conosciuta a livello internazionale per il lungometraggio Joy, già premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2018) ci racconta una realtà conosciuta da pochi, ossia quella dei matrimoni temporanei. Ma cosa sono, di fatto, questi matrimoni temporanei?

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DER RABE

Il cinema d’avanguardia austriaco risulta, al giorno d’oggi, estremamente prolifico e ricco di spunti interessanti. Eppure in pochi sapranno che esso nasce ufficialmente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e, nello specifico, nel 1951, anno in cui l’artista, pittore e fotografo Kurt Steinwendner realizzò il suo Der Rabe, trasposizione cinematografica altamente sperimentale della nota poesia Il Corvo di Edgar Allan Poe.

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ARNOLD SCHWARZENEGGER – HASTA LA VISTA, SCHWARZY!

Se una personalità del calibro di Arnold Schwarzenegger – il quale ha da poco compiuto settantadue anni – è riuscita a entrare nel cuore della gente, non è soltanto per il suo fisico straordinariamente scolpito, non è soltanto per la sua importante carriera in ambito cinematografico né tantomeno per i suoi successi in politica e per il suo impegno a favore della salvaguardia dell’ambiente, bensì per essere rimasta una persona umile, vicina alla gente, che sembra non aver mai dimenticato le sue origini.

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FRAMMENTI DAL PASSATO – LA POTENZA DELLE IMMAGINI

Dagli anni Trenta sono nati i primi archivi cinematografici, con l’intento di preservare quanto realizzato sin dalle origini del cinema. Eppure, non è stato possibile recuperare molti dei lavori precedentemente realizzati, di cui parecchi frammenti sono andati definitivamente perduti. Questo è anche il caso di Wellen schlagen gegen die Küste, beobachtet von einer Frau, in grado anch’esso, nonostante tutto, di far sì che lo spettatore, durante la visione, potesse lasciarsi trasportare dal lungometraggio stesso.

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LISTEN TO THE RADIO

Listen to the Radio – prodotto da NIkolaus Geyrhalter, diretto da Jakob Brossmann e David Paede e incentrato sulla stazione radio Ö1 – ci appare più che come un prodotto estremamente nazionalista, come una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti dell’Austria stessa e di una realtà per lei così importante, quale tra le poche manifestazioni che tentano di superare il non facile momento politico ed economico.

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BAROQUE STATUES

Il cortometraggio Baroque Statues si rivela decisamente anticipatore della piega che avrebbe preso la poetica della pittrice Maria Lassnig negli anni a venire e che, perfettamente fedele a ciò che in ambito pittorico l’artista aveva già realizzato, ha come figura centrale proprio il corpo umano, visto da sempre come una prigione, le cui forme assumono caratteri sempre meno definiti, per un’ideale liberazione finale.

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PARTY HARD DIE YOUNG

Anche se, al giorno d’oggi, di prodotti che somigliano come una goccia d’acqua al nostro Party hard die young ne sono stati realizzati davvero tanti, bisogna riconoscere al giovane regista Dominik Hartl – da sempre appassionato di horror – di aver tentato, a suo modo, una lettura e una messa in scena del tutto personali.