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LA FAMIGLIA VON TRAPP – UNA VITA IN MUSICA

di Ben Verbong

voto: 4.5

Un approccio maggiormente adatto al piccolo schermo è la prima cosa che salta agli occhi durante la visione di La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica, diretto da Ben Verbong. Una fotografia eccessivamente bruciata e sovraesposta, insieme a una sceneggiatura tendenzialmente piatta e che, forte anche – e soprattutto – di quanto scritto e girato in passato, sembra procedere quasi con il pilota automatico sono tra gli elementi più deboli dell’intero lavoro.

Una nuova musica?

Quale impatto può avere sul pubblico un lungometraggio come il recente La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica? Da quando, nel 1956, il regista statunitense Robert Wise ha diretto l’ormai cult Tutti insieme appassionatamente, le vicende della famiglia von Trapp hanno iniziato ad appassionare milioni e milioni di spettatori. La celebre famiglia austriaca – emigrata negli Stati Uniti in seguito all’Anschluss – è diventata celebre dapprima grazie alle canzoni – religiose o tradizionali austriache – diffuse nel Nuovo Continente grazie alle loro frequenti esibizioni. E se, oltre al lungometraggio di Wise, già nel 1956 il regista austriaco Wolfgang Liebeneiner aveva diretto La Famiglia Trapp (e, due anni più tardi, anche La Famiglia Trapp in America) ecco che, nel 2015, fa la propria apparizione sugli schermi un ulteriore prodotto cinematografico, questa volta ispirato al romanzo Agathe von Trapp: Memories before and after The Sound of Music di Agathe von Trapp (1913 – 2010), primogenita della suddetta famiglia. Stiamo parlando, appunto, proprio di La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica, frutto di una coproduzione tra Stati Uniti, Germania e Austria, la cui regia è stata affidata all’olandese Ben Verbong. Sarà stato, dunque, così semplice per lui “fronteggiarsi” con gli altri due autori che tanto bene avevano messo in scena le vicende della famiglia canterina? Presto detto.

Ci troviamo, appunto, negli Stati Uniti, ai giorni nostri. Kirsty, una nipote di Agathe, ha litigato con suo padre durante la vigilia di Natale e sta andando in stazione a raggiungere sua madre, che vive in un’altra città. A raggiungerla prima che il treno parta è proprio la sua prozia Agathe, la quale le racconterà la sua storia, ricordando come anche lei, in passato, aveva desiderato scappare via lontano, al fine di coronare il suo sogno di diventare cantante.

Il resto della storia, è quello che conosciamo tutti. Il regista Ben Verbong, dal canto suo, vanta una lunga, lunghissima carriera in ambito televisivo. E proprio un approccio maggiormente adatto al piccolo schermo è la prima cosa che salta agli occhi durante la visione di La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica. Una fotografia eccessivamente bruciata e sovraesposta, insieme a una sceneggiatura tendenzialmente piatta e che, forte anche – e soprattutto – di quanto scritto e girato in passato, sembra procedere quasi con il pilota automatico sono tra gli elementi che maggiormente disturbano in questo recente lavoro di Verbong.

Passi, infatti, la cornice di zia e nipote che parlano in stazione, la storia stessa raccontata da Agathe e messa in scena con un lungo flashback, focalizza la propria attenzione sul rapporto tra quest’ultima e suo padre Georg (nella presente occasione assai meno burbero – e assai meno memorabile – del Georg interpretato dal grande Christopher Plummer), oltre che sulla necessità della stessa di fare le veci di sua madre e badare ai suoi fratelli minori. Possibilmente senza istitutrici tra i piedi. Ma se, di fatto, si parla di un’ostilità tra Agathe e Maria – destinata anche a diventare la sua matrigna – è proprio il personaggio di quest’ultima che non viene quasi per nulla approfondito. Così come non viene approfondito a dovere nemmeno il losco personaggio del maggiordomo o il rapporto che lega la protagonista al giovane amico d’infanzia Sigi. E che dire, invece, del perno intorno a cui dovrebbe ruotare l’intera vicenda, ossia la musica? Fatta eccezione per risvolti in sceneggiatura che accennano solamente alla strada che l’intera famiglia stava per prendere, tale, centrale tematica non viene praticamente mai approfondita. Né tantomeno sono presenti, all’interno del lavoro brani realmente memorabili o anche solamente orecchiabili.

In poche parole, una sceneggiatura decisamente priva di mordente che altro non fa che contribuire a rendere il presente La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica un prodotto decisamente banale e piatto, realizzato visibilmente in modo eccessivamente frettoloso e più adatto per la televisione piuttosto che per il grande schermo. Il tutto per una versione della storia della famiglia von Trapp di cui, di fatto, non si sentiva neanche davvero il bisogno.

Titolo originale: The von Trapp Family – A life of Music
Regia: Ben Verbong
Paese/anno: USA, Germania, Austria / 2015
Durata: 98’
Genere: biografico, drammatico
Cast: Mattew Macfadyen, Eliza Bennett, Rosemary Harris, Yvonne Catterfeld, Cornelius Obonya, Johannes Nussbaum, Annette Dasch, Barbara M. Messner, Brigitte Kren, Marco Dott, Lisa-Maria Trinkl, Luca Russegger, Emanuel Promberger, Alisa Rotthaler, Helen Winter, Franziska Lehfeldt, Luna Cengu, Emma Schwamberger, Miriam Plasse
Sceneggiatura: Chris Silber, Tim Sullivan
Fotografia: Jan Fehse
Produzione: Clasart Film- und Fernsehproduktion, Concorde Media, TMG, ORF

Info: la scheda di La Famiglia von Trapp – Una Vita in Musica su iMDb