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GHOSTHUNTERS – GLI ACCHIAPPAFANTASMI

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di Tobi Baumann

voto: 5

Il problema principale di un film come Ghosthunters – Gli Acchiappafantasmi, diretto da Tobi Baumann, è proprio questo: lo scadere, man mano che ci si avvicina al finale, nel patetico, con dialoghi eccessivamente forzati che vanno, così, a completare una sceneggiatura che, dopo tanti, tantissimi preamboli, trova una soluzione talmente semplificata da risultare pericolosamente frettolosa e decisamente raffazzonata.

Invasioni di fantasmi in città

Un piccolo fantasmino verde alloggia nella cantina della villa in cui abita l’undicenne Tom (Milo Parker). Tra i due nascerà (quasi) da subito una bella amicizia. Il mostriciattolo verde, tuttavia, dovrà essere riaccompagnato a casa sua (attualmente minacciata da un terribile fantasma di ghiaccio), altrimenti rischierà di finire nell’oltretomba per sempre. Ad aiutare i due, la maldestra acchiappafantasmi Cuminella (Anke Engelke), fresca di licenziamento. Tutto questo e (poco) altro accade nel lungometraggio Ghosthunters – Gli Acchiappafantasmi, frutto di una coproduzione tra Germania, Austria e Irlanda, realizzato nel 2015, per la regia del tedesco Tobi Baumann, tratto dall’omonimo romanzo per ragazzi di Cornelia Funke.

Non è la prima volta che l’Austria – in collaborazione principalmente con la Germania – decide di mettere in scena piccoli lungometraggi fantasy tratti da saghe letterarie che hanno avuto tanto successo soprattutto tra i giovanissimi. Lo ha fatto recentemente Stefan Ruzowitzky, quando, fresco di Oscar per Il Falsario – Operazione Bernhardt (2007) ha realizzato l’anno successivo il non troppo fortunato Maga Martina e il Libro magico del Draghetto, oltre al sequel Maga Martina 2 (2011), così come il suo collega Rupert Henning, il quale, con una troupe di produzione interamente austriaca, ha dato vita a How I taught myself to be a Child (2019), qualitativamente parlando, forse il migliore tra i prodotti sopra menzionati.

Ma veniamo al dunque. Il presente Ghosthunters punta tutto sul bel rapporto d’amicizia che viene a instaurarsi non soltanto tra il piccolo Tom e il fantasmino (Ghosty, questo il suo nome), ma anche tra la burbera Cuminella, tutti e tre, in un modo o nell’altro, considerati “diversi” all’interno della società in cui vivono. Una cosa piuttosto scontata? Indubbiamente sì. Ma, di fatto, la cosa importante è come il tutto viene effettivamente messo in scena. E il problema principale di un film come Ghosthunters è proprio questo: lo scadere, man mano che ci si avvicina al finale, nel patetico, con dialoghi eccessivamente forzati che vanno, così, a completare una sceneggiatura che, dopo tanti, tantissimi preamboli, trova una soluzione talmente semplificata da risultare pericolosamente frettolosa e decisamente raffazzonata.

Se, dunque, già di suo Ghosthunters non brilla certo per originalità (quante storie abbiamo già visto in cui divertenti fantasmi fanno da padroni di casa?) sia dal punto di vista dello script che dal punto di vista di determinate scelte grafiche (il simpatico fantasmino verde non sta certo a ricordare il ben più noto Slimer di Ghostbusters?), purtroppo nemmeno per quanto riguarda la regia in sé esso riesce in qualche modo a risollevarsi, dato il carattere prettamente televisivo di tutto il lavoro (e qui, dunque, la lunga carriera nell’ambito della televisione di Tobi Bauman si fa sentire prepotente), con tanto di effetti speciali a tratti maldestri che non riescono nel loro intento di “spaventare” i giovani spettatori vedendo il tremendo fantasma di ghiaccio che imperversa per le strade della città.

Eppure, questa scarsa originalità del presente Ghosthunters non è da attribuire esclusivamente al povero Tobi Baumann, bensì anche – e soprattutto – al libro originale da cui esso è tratto. Ma tant’è. Al termine della visione, magari, i piccoli spettatori si divertiranno anche. Ma per quanto tempo ci si ricorderà ancora di un prodotto come Ghosthunters? Probabilmente, per molto, molto poco. Malgrado, infatti, tutti e tre i protagonisti siano complessivamente ben caratterizzati – dal piccolo Ghosty a Tom, fino alla più matura Cuminella – così come i rapporti che si instaurano tra loro tutto sommato funzionano bene, l’intero lavoro manca fortemente di mordente, oltre che di una propria, necessaria personalità. Non basta, dunque, una coproduzione internazionale con un ingente impiego di capitali a far sì che un prodotto possa dirsi realmente riuscito. Questo suo carattere che si presenta quasi come un collage di lungometraggi già realizzati in precedenza lo fa letteralmente sparire in mezzo ai tanti lavori che ogni anno vengono prodotti copiosi.

Titolo originale: Gespensterjäger
Regia: Tobi Baumann
Paese/anno: Germania, Austria, Irlanda / 2015
Durata: 99’
Genere: family, fantastico
Cast: Anke Engelke, Milo Parker, Bastian Pastewka, Karoline Herfurth, Christian Tramitz, Christian Ulmen, Julia Koschitz, Ruby O. Fee, Amy Huberman, Bibiane Zeller, Carolin Kebekus, Axel Stein, Tamás Ferkay, Nina Fog, Helfried Hassfurther, Patrick Mölleken, Lara Pollmeier, Lars Walther
Sceneggiatura: Tobi Baumann, Murmel Clausen, Martin Ritzenhoff, Roland Slawik, Christian Tramitz
Fotografia: Thomas W. Kiennast
Produzione: Lucky Bird Pictures, Warner Bros., Immer Wieder Gerne Film, Lotus Film, Ripple World Pictures
Distribuzione: Notorious Pictures
Data di uscita: 29/10/2015

Info: la scheda di Ghosthunters – Gli Acchiappafantasmi su iMDb; la scheda di Ghosthunters – Gli Acchiappafantasmi su MyMovies