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FRAMMENTI DAL PASSATO – LA POTENZA DELLE IMMAGINI

Dagli anni Trenta sono nati i primi archivi cinematografici, con l’intento di preservare quanto realizzato sin dalle origini del cinema. Eppure, non è stato possibile recuperare molti dei lavori precedentemente realizzati, di cui parecchi frammenti sono andati definitivamente perduti. Questo è anche il caso di Wellen schlagen gegen die Küste, beobachtet von einer Frau, in grado anch’esso, nonostante tutto, di far sì che lo spettatore, durante la visione, potesse lasciarsi trasportare dal lungometraggio stesso.

Onde che si infrangono sulla scogliera

“Nel cinema non c’è alcun presente, ad eccezione che nei brutti film”, affermava, a suo tempo, Jean-Luc Godard. E tale affermazione non può che essere pienamente condivisibile. Se, infatti, pensiamo all’esperienza di una visione cinematografica, ci rendiamo conto di come, ogni volta, lo spettatore si dimentichi del tempo e dello spazio in cui si trova, per lasciarsi trasportare dal piacere della visione stessa. Ciò accade oggi così come accadeva già dall’epoca del muto. E se pensiamo a tale epoca ci rendiamo tristemente conto del fatto che, ad oggi, fatta eccezione per prodotti cinematografici di cui abbiamo solo sporadici frammenti, ci è pervenuto soltanto il 10% circa di tutti i lavori realizzati a quel tempo. Eppure, si sa, nel momento in cui il cinematografo è stato inventato, non ci si rendeva ancora conto della sua reale importanza e dell’impatto che lo stesso avrebbe avuto sul pubblico di tutto il mondo. Non stupisce, dunque, il fatto che ancora non si era soliti preservare le pellicole prodotte dall’usura del tempo e di conservarle come dovuto.

Non è un caso, dunque, che già dagli anni Trenta sono nati i primi archivi cinematografici, con l’intento di preservare quanto realizzato sin dalle origini del cinema. Malgrado l’encomiabile lavoro di tali realtà, tuttavia, non è stato possibile recuperare molti dei lavori precedentemente realizzati, le cui pellicole sono state irrimediabilmente danneggiate e di cui parecchi frammenti sono andati definitivamente perduti. Eppure, nonostante ciò, sono proprio preziosi frammenti a testimoniarci l’esistenza di notevoli lavori dell’epoca. È il caso, questo, di numerose pellicole realizzate prima dell’avvento del sonoro, così come – volendo finalmente spostarci all’interno dei confini austriaci – di una vera e propria chicca risalente orientativamente a un periodo che va dal 1914 al 1918. Stiamo parlando di Wellen schlagen gegen die Küste, beobachtet von einer Frau (Onde che si infrangono sulla costa osservate da una donna). Che – a differenza dei numerosi Heimatfilm prodotti in quegli anni in Austria – il presente lungometraggio – di cui, al giorno d’oggi, ci sono pervenuti soltanto dei frammenti per la durata complessiva di circa un minuto – non presenti alcun elemento che faccia pensare a qualcosa di realizzato in patria – in particolare per quanto riguarda la sua particolare e insolita ambientazione in un piccolo villaggio marittimo, è una cosa che risalta immediatamente agli occhi. Eppure, del fatto che il presente – di cui mancano sia i titoli di testa che i titoli di coda – sia un prodotto austriaco non vi sono dubbi, grazie alle iscrizioni ai margini della pellicola “Sascha-Film Wien” e “Vienne Vienna Austria”.

Pochi, pochissimi, frammenti, dunque, per un prezioso documento dell’epoca, del quale, oggi, ci sono date da vedere soltanto tre inquadrature: quella di un pittoresco villaggio marittimo, appunto, quella di un giovane che, guardando in macchina, è intento a trainare un carro di buoi e, infine, l’inquadratura di una donna, ora di spalle, ora di tre quarti che osserva le onde infrangersi su di una scogliera, con tanto di rocce a fare da sipario ideale per tale momento.

Ed è proprio a questo punto, dunque, che la tela cinematografica fa il suo dovere e la magia della proiezione stessa si compie. Malgrado, infatti, la mancanza di eventi particolarmente significativi (cosa assai frequente soprattutto per quanto riguarda i primissimi prodotti cinematografici), lo spettatore, nel momento in cui in sala viene fatto buio e il proiettore ci accende, si lascia immediatamente trasportare dalle immagini sullo schermo, le quali, a loro volta, suscitano in lui emozioni e ricordi, facendo sì che lo stesso dimentichi di trovarsi all’interno di una sala e diventi quasi un tutt’uno con il film stesso.

Il presente Wellen schlagen gegen die Küste, beobachtet von einer Frau è, tuttavia, soltanto uno dei tanti lavori in grado di dar vita a una simile magia. Una magia che tende sapientemente ad annullare tempi e spazi e a trasportare il pubblico direttamente in un’altra dimensione. A prescindere del numero di frammenti delle pellicole cinematografiche ad oggi pervenuteci. A descrivere tale processo sono stati in tanti, nel corso degli anni: da Michel de Certeau a Emilie Altenloh, fino al regista Alexander Kluge, giusto per fare alcuni esempi.

Un processo, il presente, che altro non fa che dimostrare ancora una volta l’enorme potenza del mezzo cinematografico e che, al contempo, sottolinea anche l’indiscusso fascino dei film muti, protagonisti di un’epoca tanto lontana ma, allo stesso tempo, tanto necessaria. E l’Austria, dal canto suo, nel suo piccolo, può dire di aver fatto egregiamente il suo.

Bibliografia: Das tägliche Brennen: eine Geschichte des österreichischen Films von den Anfängen bis 1945, Elisabeth Büttner, Christian Dewald, Residenz Verlag
Info: il sito ufficiale del Filmarchiv Austria