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HEDY LAMARR – DA ALGIDA ATTRICE A GENIALE INVENTRICE

In occasione della pre-apertura della 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, verrà proiettato il lungometraggio Estasi, coproduzione del 1933 tra Cecoslovacchi e Austria per la regia di Gustav Machaty, che a suo tempo fece a dir poco scandalo. Merito del suo successo, (anche) una giovanissima Hedy Lamarr. Ma chi era, di fatto, questa Hedy Lamarr? Non fu soltanto la sua carriera di attrice a far sì che la stessa passasse alla storia, infatti è anche grazie a questa straordinaria personalità che tutti noi, al giorno d’oggi, possiamo usufruire di quella comoda invenzione chiamata wi-fi.

Cervello fino e occhi da cerbiatto

In occasione della pre-apertura della 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, verrà proiettato il lungometraggio Estasi, fresco di restauro, nonché coproduzione del 1933 tra Cecoslovacchi e Austria per la regia di Gustav Machaty, che a suo tempo fece a dir poco scandalo. Merito del suo successo, (anche) una giovanissima Hedwig Eva Maria Kiesler. Nome impegnativo, vero? Eppure, ben presto, questa affascinante attrice dagli occhi da cerbiatto cambierà il proprio nome con il più accessibile Hedy Lamarr. Ma chi era, di fatto, questa Hedy Lamarr?

Icona hollywoodiana, inventrice di successo, secondo il questionario di Marcel Proust a cui la stessa si è divertita a rispondere nel 1999 (quando aveva già 85 anni), la sua occupazione preferita era giocare a poker, il suo viaggio preferito esplorare la vita, il grande amore della sua vita era suo papà, il suo più grande successo essere diventata madre, i momenti più felici quelli tra un matrimonio e l’altro (l’attrice si sposò per ben sei volte), gli scrittori preferiti Khalil Gibran e Tennesee Williams, il personaggio di fantasia preferito Bart Simpson e, infine, le sarebbe piaciuto morire dopo un rapporto sessuale. Ed è proprio una forte carica di erotismo ad aver caratterizzato per tutta la vita l’attrice austriaca, la quale, a sua volta, della sua bellezza fece virtù a tal punto, da metterla al primo posto, davanti a tutto. Anche a scapito della sua stessa carriera di interprete. Eppure, tale bellezza, di fatto, non fu l’unico fattore a far sì che Hady Lamarr passò finalmente alla storia.

Hedwig Eva Maria Kiesler, dunque, nacque il 9 novembre 1914 a Vienna, nel pittoresco quartiere di Döbling. Nella scuola che frequentò, all’interno del quartiere, studiarono, a loro tempo, anche le due figlie di Sigmund Freud. Hedwig era bella e intelligente. Chiunque, sin da piccolina, aveva avuto modo di incontrarla, non aveva potuto fare a meno di notare la sua bellezza fuori dal comune. Eppure, tra le persone che le erano intorno, v’era qualcuno che sembrava non dare importanza a quella bellezza, ma preferiva coltivare la sua intelligenza. Questi era suo nonno, il quale era solito leggerle, prima di dormire, complicati testi scientifici, insieme a biografie di grandi personaggi storici. La cosa appassionò Hedy a tal punto che la stessa ben presto si iscrisse alla facoltà di ingegneria al Politecnico di Vienna, presso cui fu da subito ritenuta un’allieva dall’intelligenza eccezionale.

Eppure, dall’altro lato, v’era una grande passione per la recitazione che la portò ben presto ad abbandonare l’università, per prendere parte alle selezioni – tenute dal regista Max Reinhardt – per lo spettacolo teatrale Il Sesso debole di Édouard Bourdet, in cui la ragazza recitò per diverso tempo a Berlino.

Tornata a Vienna, la giovane – a soli quattordici anni – si innamorò perdutamente dell’attore Wolf Albach-Retty (futuro padre dell’attrice Romy Schneider), con il quale, tuttavia, le cose non andarono in porto. Ad ogni modo, al contempo, il cinema iniziò a interessarsi e lei e al suo bel viso, al punto che la ragazza venne ben presto scritturata per il lungometraggio Geld auf der Strasse di Georg Jacoby, con il quale lavorò anche nel 1931 in Die Blumenfrau von Lindenau, nel ruolo di una provocante segretaria. Eppure, il lungometraggio che la lanciò definitivamente su un panorama internazionale fu un altro.

Ed ecco che, finalmente, arriviamo a Estasi. All’interno del presente lavoro, si riscontra il primo nudo integrale di una protagonista – quello di Hedy Lamarr, appunto – la quale, per quanto riguarda le inquadrature frontali, fu ripresa soltanto dalla vita in su. Inutile dire che fu immediatamente scandalo e l’attrice – che in occasione delle riprese, avvenute in Boemia, dovette imparare la lingua ceca, dal momento che la pellicola fu girata, come di consueto in quei primi anni del sonoro, in tedesco, in ceco e in francese – replicò alle accuse dicendo che, all’epoca, era inconsapevole del fatto di dover girare nuda, dato che la cosa non era prevista in sceneggiatura. Ovviamente la cosa fu immediatamente smentita dai produttori stessi, affermando che, in realtà, l’interprete era perfettamente a conoscenza di quanto sarebbe avvenuto sul set.

Il film, ad ogni modo, ebbe una distribuzione molto problematica, dal momento che in Germania – dove Hitler era salito da poco al potere – fu inizialmente proibito, per poi uscire pesantemente censurato nel 1935 con il titolo Symphonie der Liebe. Un film, il presente, che ottenne numerosi consensi anche alla Mostra del Cinema di Venezia del 1934 e di cui fu trovata una copia persino nella cassaforte di Goebbels in seguito alla sua morte. In poche parole, il film che tutti attaccavano, ma che ognuno segretamente apprezzava. Inutile dire che la Lamarr iniziò finalmente a essere considerata una vera e propria diva.

La carriera di Hedy Lamarr, tuttavia, stava per subire una breve battuta d’arresto, in seguito al matrimonio con l’industriale delle armi di origine ebraica – ma anche amico di Benito Mussolini – Fritz Mandl. L’uomo avrebbe desiderato per sua moglie una vita da casalinga, ma ciò non faceva affatto per la donna, la quale tentò inizialmente una fuga in treno a Budapest, al fine di continuare a lavorare come attrice, per poi venire ricondotta a casa dal marito. Se, tuttavia, questo primo tentativo di fuga non andò a buon fine, il secondo riuscì decisamente meglio. Fu, infatti, nel 1937 che Hedy Lamarr si recò dapprima a Sankt Moritz, in Svizzera, dove ebbe l’opportunità di conoscere personalità del calibro di Billy Wilder e Leni Riefenstahl, poi a Londra, ottenendo ben presto l’annullamento del matrimonio per motivi razziali.

Qui la giovane fece la conoscenza del produttore cinematografico Louis B. Mayer, il qual le propose un ingaggio presso la Metro Goldwin Mayer con un compenso di 150 dollari a settimana. La ragazza rifiutò, pretendendo una paga più alta, e, alla fine, dopo aver incontrato nuovamente il produttore sulla nave Normandie, alla volta degli Stati Uniti, riuscì a convincerlo a farsi pagare ben 500 dollari a settimana.

L’arrivo a Hollywood di Hedy Lamarr (il cui presente nome d’arte venne scelto proprio dalla moglie di Mayer, in omaggio alla diva del muto Barbara La Marr) fu immediatamente ricco di opportunità. Nessuno fu immune al suo fascino e alla sua bellezza che, a tratti, rimandava a origini mediorientali, al punto da essere definita “la donna più bella del mondo”, oltre a essere spesso indicata con il soprannome di Ecstasy Girl (dalla partecipazione al controverso lungometraggio di Machaty). Eppure, le pellicole per cui fu ingaggiata, non si rivelarono altrettanto soddisfacenti. Con una recitazione statica e fortemente algida, considerata una massima icona della vecchia Europa, Hedy Lamarr fu scelta come protagonista all’interno di lungometraggi come Un’Americana nella Casbah (diretto nel 1938 da John Cromwell e sfortunato remake di Il Bandito della Casbah con Jean Gabin), La Signora dei Tropici (diretto nel 1939 da Jack Conway, nonché libero adattamento della Manon Lescaut di Giacomo Puccini), Questa Donna è mia (del 1940, per la regia di W. S. Van Dyke), La Febbre del Petrolio (diretto sempre da Jack Conway nel 1940 e considerato una delle massime prove recitative dell’attrice) e il meno fortunato Corrispondente X di King Vidor.

Eppure, malgrado una brillante carriera come attrice, Hedy Lamarr non abbandonò mai la sua passione per la scienza e chiunque avesse avuto modo di andarla a trovare, rimase stupito dalla grande quantità di testi scientifici presenti in casa sua. La cosa raggiunse un proprio compimento quando la donna fece la conoscenza del compositore sperimentale Georg Antheil. Con l’idea – venutagli ascoltando i discorsi dell’ex marito – di sfruttare lo scambio di informazioni tra i nazisti, interferendo, al contempo, a distanza sui segnali radio che gli stessi usavano per comunicare. Forte anche delle conoscenze tecniche di Antheil, Hedy Lamarr iniziò subito a lavorare al progetto, che decise di chiamare SCS, secret comunication system. L’11 agosto del 1942, venne concesso loro il brevetto dall’Inventor Council con il n. 2.292.387. La cosa ebbe immediatamente successo e alla fine degli anni Cinquanta, prima della scadenza del brevetto, il sistema SCS fu utilizzato anche dal Pentagono, e nel 1962 fu installato sulle navi americane utilizzate per effettuare il blocco a Cuba. Nel 1985, infine, al sistema fu tolta finalmente la qualifica di segreto militare, come era stato deciso all’inizio, e da questo scaturì la fortuna della nascente industria della telefonia mobile, che doveva decidere quale sistema usare per la comunicazione a distanza, per poi optare proprio per l’SCS, che diventò la base di tutta la moderna tecnologia telefonica, e si rivelerà fondamentale per i telefoni Global System for Mobile, detti GSM, permettendo agli utenti di conservare la privacy. E quindi l’invenzione di Hedy Lamarr è alla base dell’utilizzo del nostro wireless.

Ciò, dunque, significò immediatamente la fortuna – dopo un periodo non troppo felice – di Hedy Lamarr, la quale – per quanto riguarda la sua carriera in ambito cinematografico – si era già da tempo ritirata dalle scene (la sua ultima pellicola fu L’Inferno ci accusa, per la regia di Irwin Allen, realizzata nel 1957, in cui appaiono per l’ultima volta anche i tre fratelli Marx), che già da tempo aveva seri problemi alla vista e che era stata protagonista anche di spiacevoli avvenimenti che avevano fatto in modo che la stessa fosse giudicata cleptomane. Se a tutto ciò sommiamo l’uscita di una biografia – Ecstasy and Me, scritta da Leo Guild – dapprima autorizzata, poi definita “falsa, scandalosa e volgare”, ci rendiamo conto di come la vita dell’attrice – ormai non più giovane – aveva subito un tracollo.

Eppure, fu proprio la sua vecchia invenzione a riportarla alle luci della ribalta, nel momento in cui il suo fortunato brevetto non fu più protetto dal segreto militare. Hedy Lamarr fu, dunque, insignita di numerosi riconoscimenti, fino a ottenere – nell’ottobre 1998 – la prestigiosa Medaglia Kaplan, massima onorificenza austriaca in ambito scientifico. La donna, tuttavia, ormai ottantaquattrenne, non se la sentì di tornare in Austria in occasione della premiazione, però, in compenso, il 9 novembre – data del suo compleanno – venne proclamata la Giornata dell’Inventore, celebrata non soltanto nel suo paese, ma anche in Germania e Svizzera.

E così, dunque, non fu soltanto una straordinaria bellezza a far sì che Hedy Lamarr passasse alla storia. Deceduta nel 2000 e riportata a Vienna dal figlio per far sì che venisse sepolta nel Zentralfriedhof, è anche grazie a questa straordinaria personalità che tutti noi, al giorno d’oggi, possiamo usufruire di quella comoda invenzione chiamata wi-fi.

Info: il sito ufficiale di Hedy Lamarr; la scheda di Hedy Lamarr su iMDb