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LE ORIGINI DEL CINEMA AUSTRIACO – TANTE PELLICOLE PER UNA GRANDE PROTAGONISTA

La Riesenrad, la ruota panoramica è diventata a tutti gli effetti uno dei simboli della città di Vienna. Sin dalle origini del cinema austriaco (da collocarsi intorno al 1908) essa è stata, insieme al Duomo di Santo Stefano, anche una delle attrici principali all’interno delle maggiori produzioni dell’epoca, siano esse semplici documentari, così come lungometraggi o cortometraggi a soggetto.

La location ideale

Se la Riesenrad, la ruota panoramica (al giorno d’oggi ancora la più alta d’Europa) è diventata a tutti gli effetti uno dei simboli della città di Vienna, essa è stata, sin dalle origini del cinema austriaco, insieme al Duomo di Santo Stefano, anche una delle attrici principali all’interno delle maggiori produzioni dell’epoca, siano esse semplici documentari, così come lungometraggi o cortometraggi a soggetto. E se le stesse origini del cinema austriaco – intese come la nascita di film di produzione propriamente austriaca e non semplicemente ambientati in Austria – sono da collocarsi ben tredici anni dopo la nascita del cinematografo – ossia nel 1908 – è interessante vedere come l’Austria stessa, dal forte spirito nazionalistico, abbia fatto riferimento alla mitica ruota e, più in generale, allo stesso Prater, all’interno del quale la ruota panoramica è collocata, come location ideale per le sue storie.

Ad ogni modo, prima ancora della nascita delle case di produzione nazionali, furono gli stessi fratelli Lumière – o, per meglio dire, i loro operatori in Austria – ad accorgersi di tale meraviglia, con i documentari Der Volksprater (Il Prater del popolo), Der Prater (Il Prater)e Die Hauptallee (Il viale del Prater). Si dovette attendere, tuttavia, proprio il 1908 per assistere per la proiezione della prima produzione austriaca, ossia il film Von Stufe zu Stufe (Passo dopo passo), per la regia di Heinz Hanus e andato, purtroppo, perduto. Come lo stesso regista ha a suo tempo ricordato, si trattava di una storia d’amore, quella tra la giovane Annerl e il conte Werner, la cui passeggiata finale si svolgeva proprio lungo i romantici viali del Prater.

In quegli stessi anni sono stati girati, tra l’altro, altri due film per mano dei fratelli Pathé, della nota casa di produzione francese, Blumenkorso im Mai (Sentiero fiorito a maggio) e In der Praterhauptallee (Lungo i viali del Prater). E se l’importante major francese aveva mostrato segni di interesse nella location viennese, ecco arrivare, nel 1910, la risposta della sua rivale Gaumont con Wiener Ansichten. I (Scorci viennesi 1), per una bobina lunga 169 metri.

Ma se la Francia, in quanto patria del cinema, aveva visto già da tempo la nascita delle suddette case di produzione, non passarono molti anni dalla nascita delle prime major austriache, fautrici delle tanto attese origini del cinema austriaco. Stiamo parlando della Erste österreichische Kinofilms-Industrie, della Österreichisch-Ungarischen Kinoindustrie Ges. m. b. H. (la quale ha esordito nel 1912 con Der k. k. Prater, per una bobina lunga 75 metri) e, non per ultima, la Wiener Autorenfilm, a cui è da attribuire la produzione, tra il 1914 e il 1915 di Der Todesritt auf dem Riesenrad (La cavalcata della morte sulla Riesenrad), uno dei maggiori successi dell’epoca, per un dramma dai risvolti noir con le straordinarie prestazioni della cavallerizza Solange d’Atalide.

Nata successivamente rispetto alle concorrenti è la Wiener Burg-Film, la quale nel 1920 ha prodotto un ulteriore dramma dalle venature del giallo, Die Todesfahrt auf dem Riesenrad (Il giro della morte sulla Riesenrad), diviso in due atti, per la regia di Ludwig M. Zwinenburg.

Siamo, ormai, negli anni Venti e, dopo un inizio alquanto prolifico, non si parla più, ormai, di origini del cinema austriaco, quanto di un’arte ormai consolidata e di successo,in grado di mobilitare le masse nella sua accezione più politica. Questo è stato il caso, ad esempio, della decima edizione del Raduno dei Cantanti tedeschi a Vienna, il quale ha avuto luogo nel 1928. Anno fatidico, il presente. Se, infatti mancava ben poco alla presa di potere da parte di Adolf Hitler, già il partito nazionalsocialista iniziava a promulgare manifestazioni propagandistiche come la presente, quali veri e propri inni alla purezza della razza ariana. Per l’occasione, dunque, fu costruito, all’interno del Prater, un enorme capannone lungo ben 180 metri e profondo 110, all’interno del quale – dal 19 al 23 luglio 1928 – si riunirono e diedero luogo a solenni manifestazioni canore 40.000 cantanti provenienti dalla Germania, per circa 200.000 spettatori. Il tutto venne documentato nelle pellicole 10. Deutsches Sängerbundfest in Wien (Decima festa dei cantanti tedeschi a Vienna), per la lunghezza di 500 metri di bobina, e 10. Deutsches Bundersängerfest in Wien 19. bis 22. Juli 1928 (Decima festa dei cantanti tedeschi a Vienna dal 19 al 22 luglio 1928), entrambe realizzate nel 1928.

Seguendo alla lettera i principi del partito nazionalsocialista, il quale ha sempre promosso lo sport e la conseguente cultura del corpo, l’ASKO (Arbeiterbund für Sport und Körperkultur in Österreich) ha dato il via, nel 1931, alla seconda edizione delle Olimpiadi dei Lavoratori, la quale ha avuto luogo dal 19 al 26 luglio 1931, pochi giorni prima dell’apertura ufficiale dello stadio di Vienna – situato nei pressi del Prater – la cui costruzione era iniziata tre anni prima. Una manifestazione, la presente, a cui presero parte ben 4000 sportivi, per una serie di numerosi documentari a registrare l’evento. Questo è il caso, ad esempio, di Die zweite Arbeiter-Olympiade 1931 in Wien (La seconda olimpiade dei lavoratori nel 1931 a Vienna), realizzato nel 1930 e che ci mostra soprattutto la costruzione dello stadio, di Die zweite Arbeiter-Sport-Olympiade Wien 1931 (La seconda olimpiade dei lavoratori a Vienna del 1931), del 1931, la quale ci mostra da vicino le prestazioni degli sportivi e, infine, di Die zweite Arbeitersport-Olympiade Wien 1931 (La seconda olimpiade dei lavoratori a Vienna del 1931), la quale ha preso vita nel 1932 e, oltre alle competizioni sportive, ci mostra anche i festeggiamenti relativi all’evento.

E così, dalle origini del cinema austriaco e per molti anni prima della Seconda Guerra Mondiale, il Prater e la relativa ruota panoramica – da sempre luogo di raduno dei viennesi di tutte le età, quando ancora assai numerosi erano le manifestazioni organizzate nei loro pressi e prima dei dannosi incendi a ridosso della guerra – hanno svolto a tutti gli effetti i ruoli di attori principali all’interno di una cinematografia che, rispetto al resto dell’Europa e del mondo intero, ha impiegato un tempo maggiore a decollare, ma che, se osservata da vicino, di belle sorprese ce ne ha riservate davvero tante.

Bibliografia: Das tägliche Brennen: eine Geschichte des österreichischen Films von den Anfängen bis 1945, Elisabeth Büttner, Christian Dewald, Residenz Verlag
Info: la scheda del libro Politische Massenfestspiele in Österreich zwischen 1918 und 1938 di Pia Janke