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REVANCHE – TI UCCIDERÒ

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di Götz Spielmann

voto: 7.5

Non c’è, apparentemente, alcuna via di salvezza, per i protagonisti di Revanche di Götz Spielmann (così come di qualsiasi altra opera dell’autore austriaco). Tale implicito pessimismo cosmico – pregno, a suo modo, anche di una velata religiosità – assume sin dall’inizio una connotazione universale riguardante ogni periodo storico.

Un piatto che va servito freddo

Maestro del genere noir, noto per il (non sempre) velato erotismo che pervade ogni suo lavoro, il cineasta austriaco Götz Spielmann, benché negli ultimi anni si sia rivelato di gran lunga meno produttivo rispetto al passato, è uno dei nomi più apprezzati della cinematografia austriaca contemporanea. In occasione, dunque, della Diagonale 2019, è stato riproposto il suo Revanche – Ti ucciderò, realizzato nel 2008, candidato al Premio Oscar al Miglior Film Straniero nel 2009 e inserito all’interno della sezione dedicata all’attore Hanno Pöschl – qui al suo ultimo importante ruolo cinematografico.

In una Vienna underground dei locali notturni e dei club privé, prende, dunque, il via la vicenda di Alex (Johannes Krisch), ex carcerato diventato gestore di un bordello, il quale si innamora, ricambiato, della bella Tamara (Irina Potapenko), che lavora come prostituta all’interno del suo stesso locale. Nel momento in cui la ragazza viene minacciata dall’altro proprietario, che la vorrebbe tutta per sé, i due organizzano una rapina in un piccolo paesino della periferia, al fine di iniziare una nuova vita.

Una nuova vita che, tuttavia, si rivelerà ben presto diversa da quanto inizialmente programmato. E tali, improvvisi colpi di scena altro non faranno che mettere in moto un morboso meccanismo nella mente di Alex, il quale, a sua volta, avrà come unico scopo e come unica ossessione quello di ottenere una liberatoria vendetta. Tutto ciò, di fatto, sembra improvvisamente ricollegarsi ad Antares, precedente lavoro del regista realizzato nel 2004, dove il tema dell’ossessione svolge un ruolo più che mai centrale. E lo stesso Spielmann, a tal proposito, risulta particolarmente nel suo, quando si tratta di mettere in scena i tormenti interiori dei suoi personaggi all’interno di storie dai toni prevalentemente del noir.

Analogamente ai fantasmi del protagonista, le stesse ambientazioni sono pervase da una luce cupa, che soltanto raramente illumina paesaggi isolati o squallide cabine di un locale notturno. Sono rari i momenti in cui possiamo vedere il sole, più immaginato che realmente percepito. Persino quando ci si trova, di giorno, nel bel mezzo di un parco o vicino a un corso d’acqua.

Seguendo, dunque, uno script strutturalmente alquanto insolito, che si vede nettamente scisso in due parti quasi esattamente della stessa durata, Revanche – Ti ucciderò ci mostra due realtà completamente agli antipodi. Dapprima, come già affermato, ci troviamo in una Vienna molto lontana dall’immagine pubblica che la stessa città ha, poi, successivamente, ci troviamo in un isolato paesino di campagna quasi completamente immerso nel verde. Unico comun denominatore: la capacità di far sì che chi ha infranto la legge possa trovare, in un modo o nell’altro, un proprio posto (o, meglio ancora, un proprio nascondiglio) all’interno della società. Perché, di fatto, è la stessa società a non accorgersi degli esseri umani, a considerare gli stessi ora ala stregua di insignificanti entità, ora alla stregua di volgare merce di scambio.

Non c’è, apparentemente, alcuna via di salvezza, per i protagonisti di Götz Spielmann. Tale implicito pessimismo cosmico – pregno, a suo modo, anche di una velata religiosità – assume sin dall’inizio una connotazione universale riguardante ogni periodo storico. Lo dimostrano, ad esempio, le stesse ambientazioni, in cui non v’è nulla che possa far riferimento a determinate epoche, ma, piuttosto, vedono al loro interno la presenza di oggetti appartenenti a decenni fa, automobili piuttosto datate e, non per ultima, la totale assenza di ogni qualsivoglia dispositivo tecnologico (benché, appunto, Revanche – Ti ucciderò sia stato realizzato nel 2008). È così per il presente lavoro, così come è stato per il precedente Antares, oltre che per la maggior parte del lungometraggi del cineasta austriaco. Compresi quelli televisivi.

Titolo originale: Revanche
Regia: Götz Spielmann
Paese/anno: Austria / 2008
Durata: 99’
Genere: noir, thriller
Cast: Johannes Krisch, Ursula Strauss, Andreas Lust, Hanno Pöschl, Irina Potapenko
Sceneggiatura: Götz Spielmann
Fotografia: Martin Gschlacht
Produzione: Prisma Film, Spielmann Film
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 5 marzo 2010

Info: la scheda di Revanche – Ti ucciderò su Mymovies.it