l-oceano-silenzioso-1983-der-stille-ozean-schwarzenberger-recensione

L’OCEANO SILENZIOSO

      Nessun commento su L’OCEANO SILENZIOSO

di Xaver Schwarzenberger

voto: 7.5

Con un curato bianco e nero che tanto sta a ricordare la fotografia di Il Fabbricante di Gattini (opera prima di Fassbinder, del 1969), L’Oceano silenzioso – opera prima di Xaver Schwarzenberger, storico operatore di macchina del cineasta tedesco – è un prodotto che, a suo modo, è riuscito a diventare quasi una pietra miliare all’interno della cinematografia austriaca e tedesca degli anni Ottanta.

Il medico di campagna

Nel 1982 ci lasciava prematuramente uno dei più grandi cineasti della storia del cinema: Rainer Werner Fassbinder. La sua perdita ha significato molto non solo per il panorama cinematografico mondiale, ma anche – e soprattutto – per tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo in prima persona e di lavorare con lui. Se, infatti, un interprete come Hanno Pöschl, da lui scoperto, è rimasto profondamente toccato dalla cosa, altrettanto lo è stato il suo storico operatore di macchina, Xaver Schwarzenberger, il quale, nell’anno successivo alla sua scomparsa, ha voluto egli stesso cimentarsi dietro la macchina da presa. Così, dunque, è nato L’Oceano silenzioso (titolo originale: Der stille Ozean), tratto dall’omonimo romanzo di Gerhard Roth, con protagonista proprio Hanno Pöschl e inserito – nell’ambito della Diagonale 2019 – all’interno della sezione a lui stesso dedicata.

Con un curato bianco e nero che tanto sta a ricordare la fotografia di Il Fabbricante di Gattini (opera prima di Fassbinder, del 1969), L’Oceano silenzioso mette in scena la storia del dottor Ascher, mandato a operare in un piccolo paesino della Stiria meridionale, in seguito a un grave errore professionale precedentemente commesso. L’uomo faticherà sin da subito ad adattarsi a questa nuova realtà e le cose si complicheranno ulteriormente nel momento in cui in paese verrà commesso un misterioso omicidio.

L’Hanno Pöschl di L’Oceano silenzioso è, dunque, in un certo senso, lo Jorgos de Il Fabbricante di Gattini (impersonato dallo stesso Fassbinder). Entrambi estranei alla realtà in cui vivono, entrambi mai realmente accettati dalla comunità, entrambi vittime di un profondo senso di disagio. In questa sua opera prima, dunque, Schwarzenberger ha voluto creare una sorta di parallelismo tra la cinematografia del suo maestro e la sua stessa cinematografia. Ognuno di loro, nella propria opera prima, ha messo in scena, in un modo o nell’altro, la solitudine in un paese straniero. Eppure, più che emulare il compianto cineasta, Schwarzenberger ha voluto piuttosto omaggiarlo (come, d’altronde, una chiara didascalia iniziale sta a testimoniare). E, come egli stesso ha ammesso: “Questo non è un film di Fassbinder, ma un film per Fassbinder”.

I riferimenti a Il Fabbricante di Gattini, tra l’altro, sono molto più frequenti di quanto possa inizialmente sembrare. Lo dimostra il tono apparentemente calmo, contemplativo, ma che, di fatto, mal cela un forte senso di straniamento, così come lo dimostrano figure di donne e uomini ripresi a camera fissa, statici, con un muro dietro le loro spalle.

Eppure, malgrado tutti questi voluti riferimenti, L’Oceano silenzioso una propria identità ce l’ha eccome. Lo dimostra uno script pulito e ben riuscito, oltre ad atmosfere che ben rendono l’idea di un paese ancora troppo chiuso al nuovo, di un paese in cui una tranquillità apparente e una stanca monotonia mal celano risvolti ben più inquietanti.

Schwarzenberger, dunque, ha così dimostrato un’ottima padronanza del mezzo cinematografico (d’altronde, di insegnamenti validi ne ha avuti eccome), regalando al suo maestro di sempre un prodotto che, a suo modo, è riuscito a diventare quasi una pietra miliare all’interno della cinematografia austriaca e tedesca degli anni Ottanta. Merito della sapiente messa in scena, così come è anche merito di un sempre ottimo Hanno Pöschl, unico volto possibile a vestire i panni del medico Ascher, (non proprio) unico attore a cui pensiamo se ci viene in mente un possibile omaggio a Rainer Werner Fassbinder. Una più che riuscita prova attoriale, dunque, per una piccola, potente storia che si apre e si chiude con una locomotiva in stazione, prima che arriva, poi che si allontana fino a sparire nel nulla. E se fosse anche questo un indiretto omaggio alle origini del cinema?

Titolo originale: Der stille Ozean
Regia: Xaver Schwarzenberger
Paese/anno: Austria, Germania Ovest / 1983
Durata: 95’
Genere: drammatico
Cast: Hanno Pöschl, Bert Breit, Maria Emo, Marie-France Pisier, Bruno Dallansky, Hannes Thanheiser, Paula Loew, Maria Martina, Sepp Löwinger, Joe Hembus
Sceneggiatura: Walter Kappacher, Gerhard Roth
Fotografia: Xaver Schwarzenberger
Produzione: ORF, ZDF; Teamfilm Produktion

Info: la scheda di L’Oceano silenzioso su Imdb